
Sui social nasce un nuovo fenomeno che mescola spiritualità, identità e dinamiche tipiche della Gen Z. Si chiama “Catholicmaxxing” ed è, nelle sue forme più diffuse, una reinterpretazione della religione attraverso i codici dei social media, più che un ritorno tradizionale alla fede.
Il fenomeno prende forma principalmente su TikTok, dove creator e influencer raccontano il proprio percorso religioso con contenuti che uniscono estetica, disciplina personale e narrazione digitale. Tra i protagonisti emerge Anthony Gross, seguito da decine di migliaia di utenti, che condivide contenuti legati a pratiche come il digiuno o la vita quotidiana durante la Quaresima.
La religione diventa contenuto, e il contenuto diventa identità. Il termine “maxxing”, nel linguaggio Gen Z, indica il tentativo di massimizzare una dimensione della propria vita. In questo caso, però, non si tratta semplicemente di essere più religiosi. Il fenomeno descrive un approccio specifico: una religiosità vissuta anche come espressione pubblica, spesso filtrata da dinamiche di visibilità e riconoscimento. La pratica spirituale si intreccia con logiche di esposizione e costruzione del sé.
All’interno di questo trend emerge una figura precisa: quella dei cosiddetti “theo bros”, giovani uomini molto attivi online che vivono la religione in modo strutturato e codificato, spesso orientato più a regole o dinamiche di affermazione che a dimensioni comunitarie.
Il focus si sposta dalla comunità alla performance individuale. Uno degli elementi chiave del fenomeno è il legame tra fede e relazioni personali. Per alcuni, la religione diventa anche uno spazio per costruire relazioni sentimentali, trasformandosi in un elemento attrattivo all’interno della propria identità. La fede non è solo ricerca di significato, ma anche leva sociale.
Nonostante la visibilità del trend, i dati suggeriscono una realtà più complessa. Tra i giovani adulti negli Stati Uniti, una percentuale molto ridotta si avvicina alla Chiesa cattolica, mentre una quota significativamente più alta si allontana.
Il fenomeno è più visibile online che nella pratica reale.
Il Catholicmaxxing non rappresenta necessariamente un ritorno strutturale alla religione, ma piuttosto una sua reinterpretazione dentro le logiche digitali. È un fenomeno che riflette il modo in cui la Gen Z costruisce identità, appartenenza e significato.
La religione diventa linguaggio, formato e contenuto.
Il fenomeno apre una domanda più ampia: cosa succede quando anche la spiritualità entra nelle dinamiche dei social media? Quando visibilità, engagement e identità si intrecciano con la religione, il confine tra esperienza autentica e rappresentazione si fa più sottile.
Non è solo la religione che cambia, ma il modo in cui viene vissuta e comunicata.
Fonte:
The Guardian



