
Dalla fine del 2025 è attivo in Italia l’Albo degli influencer e quindi gli obblighi che regolamentano soprattutto le sponsorizzate, le collaborazioni tra creator e aziende. Agcom aveva spiegato nel dettaglio il regolamento per gli influencer (ne avevo parlato qui), ma ora sono uscite le faq che sono molto più chiare del regolamento stesso.
Taggare un brand basta per dichiarare una sponsorizzazione? E cosa succede quando un prodotto viene ricevuto gratis?
Sono alcune delle domande più frequenti nell’economia dei social, a cui ora risponde ufficialmente Agcom, che ha pubblicato due documenti di orientamento a supporto delle Linee guida e del Codice di condotta per gli influencer.
L’obiettivo è rendere più chiara l’applicazione delle regole in un settore sempre più rilevante per il marketing digitale.
Il punto centrale riguarda la trasparenza.
Secondo le FAQ dell’Autorità, taggare un marchio non è sufficiente per rendere un contenuto conforme. Quando esiste una finalità promozionale, è obbligatorio inserire una dicitura esplicita come:
- “Pubblicità”
- “ADV”
- “Sponsorizzato da”
La comunicazione deve essere immediatamente visibile, senza che l’utente debba compiere azioni per scoprirla.
In pratica:
- nelle caption deve comparire all’inizio del testo, prima del “continua a leggere”
- nei video deve essere in sovrimpressione
- nelle stories deve essere presente in ogni clip promozionale
- nelle dirette deve rimanere sempre visibile
La logica è semplice: l’utente deve capire subito se si trova davanti a un contenuto editoriale o a una comunicazione commerciale.
Le FAQ chiariscono un altro punto cruciale: non conta solo il compenso economico.
Anche quando un creator riceve prodotti, servizi o benefici gratuiti, scatta l’obbligo di trasparenza. La pubblicità, quindi, non è definita dal pagamento, ma dalla finalità promozionale del contenuto.
Agcom definisce influencer chi produce contenuti diffusi online con finalità economiche, anche indirette, che possono includere:
- compensi in denaro
- prodotti o servizi gratuiti
- sconti, affiliazioni o altri benefici
Non rientrano invece nella definizione i soggetti che non svolgono attività economica, come ad esempio i giornalisti iscritti all’albo che operano nel rispetto del codice deontologico.
Le Linee guida introducono anche la categoria degli influencer “rilevanti”.
Rientrano in questa definizione i creator che superano almeno una delle due soglie:
- 500.000 follower
- 1 milione di visualizzazioni medie mensili
Per questi soggetti scattano obblighi specifici, tra cui l’iscrizione all’elenco pubblico Agcom.
Le visualizzazioni vengono calcolate sulla media degli ultimi sei mesi.
Attenzione!
Anche gli influencer con numeri inferiori sono comunque tenuti a rispettare i principi generali:
- trasparenza pubblicitaria
- correttezza delle comunicazioni commerciali
- tutela dei minori
- rispetto dei diritti fondamentali
Restano inoltre in vigore i divieti già previsti dalla normativa italiana, come quello sulla pubblicità del gioco d’azzardo o contenuti che possano danneggiare lo sviluppo dei minori.
Accanto alle FAQ operative, Agcom ha pubblicato un secondo documento che ricostruisce il quadro normativo di riferimento, che include:
- Testo unico dei servizi media audiovisivi
- Codice del consumo
- regolamento europeo sui servizi digitali
Il messaggio è chiaro: l’influencer marketing non è più una zona grigia, ma un’attività inserita in un sistema di regole già definito. Le nuove indicazioni segnano un passaggio importante per il settore.
Per gli influencer significa che la pubblicità non può più essere mimetizzata nei contenuti. Per i brand, che la trasparenza è parte integrante della relazione con il pubblico.
E per gli utenti, che hanno il diritto di sapere immediatamente quando stanno guardando un consiglio e quando, invece, una comunicazione commerciale.
Fonte: Agcom – FAQ e Linee guida influencer marketing (2026).



