
YouTube e TikTok hanno fatto alla tv ciò che MTV fece alla radio? (interessante questo pezzo di Fast Company). È la fine di un’epoca e l’inizio di un nuovo paradigma mediatico.
La notizia era nell’aria, ma ora è ufficiale: Paramount chiuderà i canali musicali di MTV in Europa entro la fine del 2025, a partire dal Regno Unito.
Saranno spenti MTV Music, MTV 80s, MTV 90s, Club MTV e MTV Live; resterà solo MTV HD, ormai dedicato a reality e intrattenimento.
È la fine della televisione della musica, ma anche qualcosa di più profondo: è la fine di un’idea di televisione.
MTV fu la prima a mettere in crisi la radio, ora i social media hanno fatto lo stesso con lei.
Nata a New York nel 1981, MTV cambiò per sempre la storia dei media.
Il primo video trasmesso fu Video Killed the Radio Star dei Buggles — una profezia inconsapevole: l’immagine stava per sostituire la voce, il videoclip avrebbe rivoluzionato il linguaggio musicale e pubblicitario.
Negli anni Ottanta e Novanta, MTV fu l’icona della cultura giovanile globale.
Era il luogo dove la musica diventava racconto visivo, dove gli artisti costruivano la propria identità estetica e dove milioni di adolescenti scoprivano il mondo.
L’America entrava nelle camerette italiane attraverso il tubo catodico, con Select, Loveline, Week in Rock, Total Request Live.
Era un’esperienza collettiva, non solo un canale: una finestra sulla cultura pop che formava gusti, linguaggi, stili di vita.
Poi arrivò il web. E il mondo cambiò per sempre.
Nel 2005 nasce YouTube, e il videoclip smette di essere un evento televisivo per diventare un contenuto disponibile sempre e ovunque.
Dieci anni dopo arriva TikTok, che trasforma la musica in trend, la creatività in algoritmo e l’ascolto in scroll compulsivo.
In pochi anni, i social hanno fatto alla televisione ciò che MTV fece alla radio:
hanno frammentato, personalizzato e disintermediato l’esperienza mediatica.
Non esiste più un pubblico, ma infiniti pubblici individuali.
Non esistono più palinsesti, ma flussi algoritmici.
Non esiste più un tempo condiviso, ma una connessione permanente.
MTV era la tv che dava un volto alla musica.
TikTok è il social che dà un volto a chiunque.
E in questo rovesciamento, la televisione ha perso la sua ultima battaglia: quella per l’attenzione.
La musica non è morta, è morta la mediazione
La chiusura di MTV UK non è un fallimento commerciale, ma un segno dei tempi.
Il pubblico non guarda più la musica, la vive in tempo reale.
Ogni utente è un’emittente, ogni creator un potenziale idolo, ogni video un possibile hit globale.
YouTube, Spotify, Instagram e TikTok hanno riscritto il rapporto tra artista e pubblico, eliminando il bisogno di un canale che faccia da ponte.
Non serve più una vetrina quando ognuno ha in tasca la propria.
La tv lineare non ha perso solo spettatori: ha perso il controllo del tempo.
Il concetto stesso di “palinsesto” è diventato anacronistico, sostituito da un’infinita sequenza di contenuti su richiesta.
È l’economia dell’attenzione: non vince chi trasmette di più, ma chi riesce a farsi guardare per qualche secondo in più.
MTV non è l’unica vittima di questa rivoluzione (qui un altra fonte).
Paramount sta ristrutturando l’intero portafoglio media, puntando su piattaforme digitali e streaming (da Sky Glass a Now TV) e riducendo i costi del broadcasting tradizionale.
In Italia il marchio MTV resterà visibile sul canale 131 di Sky e sul 122 di Sky Glass, ma la sua anima è ormai altrove.
Nel frattempo, le televisioni generaliste cercano di imitare i linguaggi sociali: clip brevi, verticali, interattive.
Ma il cambio di paradigma è troppo profondo.
Il potere non è più nel palinsesto, ma nel pollice dell’utente.
La chiusura di MTV UK segna l’ufficiale fine del broadcasting come lo abbiamo conosciuto.
Siamo entrati nell’era del selfcasting, dove ognuno trasmette se stesso e i social network sono le nuove reti globali.
Non esistono più conduttori, ma influencer.
Non esistono più spettatori, ma follower.
Non esistono più sigle di apertura, ma loop infiniti.
MTV era la tv che aveva trasformato la musica in immagine.
TikTok è la piattaforma che ha trasformato l’immagine in musica.
E in questo passaggio di consegne, la televisione ha perso la sua centralità culturale, ma la cultura visiva che MTV aveva inventato continua a vivere — diffusa, democratizzata, moltiplicata.
MTV non muore, si disperde
MTV non è finita.
È diventata tutto ciò che vediamo online: le transizioni, i trend, i filtri, i video da 15 secondi.
Ha cambiato forma, si è liquefatta nell’universo digitale che lei stessa aveva contribuito a creare.
Quando nel 1981 suonò Video Killed the Radio Star, MTV dichiarò la nascita di un’epoca.
Nel 2025, la sua chiusura segna la fine di un’altra: quella della televisione come centro del mondo mediatico.
Non è più la musica ad aver ucciso la tv.
Sono stati i social a uccidere la televisione — e con essa, l’idea che un solo schermo potesse contenere il mondo.



