
Per anni Hollywood ha guardato con sospetto l’intelligenza artificiale. Ora però qualcosa sta cambiando. E il segnale arriva da uno dei nomi più importanti del cinema mondiale: Martin Scorsese.
Il regista di Taxi Driver, Quei bravi ragazzi e The Wolf of Wall Street è infatti diventato partner e consulente di Black Forest Labs, startup specializzata nella generazione di immagini tramite intelligenza artificiale.
Scorsese ha però voluto mettere subito un limite molto chiaro all’utilizzo dell’IA nel suo lavoro. Il regista ha spiegato di usare questi strumenti esclusivamente per realizzare storyboard, cioè le sequenze visive preparatorie utilizzate prima delle riprese.
“Da 70 anni creo personalmente i miei storyboard”, ha dichiarato. Secondo il regista, l’intelligenza artificiale permette oggi di comunicare molto più velocemente idee e visioni a direttori della fotografia e scenografi.
Non quindi un film creato dall’IA, ma uno strumento per accelerare il lavoro creativo dietro le quinte.
La società scelta da Scorsese non è una startup qualsiasi. Black Forest Labs, con sede a Friburgo in Germania, è stata fondata dal team dietro Stable Diffusion ed è oggi una delle aziende più influenti nel settore dell’intelligenza artificiale generativa.
Le sue tecnologie vengono già utilizzate all’interno di piattaforme come Adobe, Canva, Microsoft e Meta. La società sarebbe stata valutata circa 3,25 miliardi di dollari dagli investitori.
L’ingresso di Scorsese nel mondo IA è simbolico soprattutto per un altro motivo: fino a poco tempo fa gran parte dell’industria cinematografica vedeva l’intelligenza artificiale quasi come una minaccia.
Scioperi, proteste e timori legati alla sostituzione del lavoro creativo avevano acceso lo scontro tra attori, sceneggiatori e Big Tech. Ora però il clima sembra gradualmente cambiare.
Sempre più professionisti del cinema stanno iniziando a considerare l’IA non soltanto come un rischio, ma anche come uno strumento di supporto alla produzione.
Quello di Scorsese è probabilmente uno dei segnali più forti di questa trasformazione. Perché se anche uno dei registi più iconici e tradizionali del cinema mondiale decide di collaborare con una società di IA, significa che l’intelligenza artificiale sta entrando sempre più in profondità anche nei settori creativi.
E Hollywood, lentamente, sembra iniziare ad accettarlo.
Fonti: NYT



