mercoledì 11 Marzo, 2026

Meta testa un nuovo assistente AI su Facebook e Instagram, mentre l’UE apre un’indagine antitrust sul gruppo.

Meta ha avviato il test di un assistente AI all’interno di un nuovo hub di supporto centralizzato per Facebook e Instagram, progettato per gestire in modo più efficiente la sicurezza degli account e le richieste di assistenza (qui la fonte).
La funzione, disponibile su iOS e Android, permette di segnalare problemi, recuperare profili e ricevere risposte tramite ricerca intelligente o assistenza diretta gestita dall’intelligenza artificiale. Il sistema punta a migliorare la personalizzazione del supporto, con suggerimenti automatici per la gestione dei profili, delle impostazioni e delle verifiche di sicurezza.

Secondo l’azienda, l’introduzione dell’AI nei processi di assistenza ha già contribuito a ridurre del 30% gli account compromessi a livello globale su Facebook e Instagram. L’intelligenza artificiale è inoltre impiegata per identificare tentativi di phishing, accessi sospetti e account compromessi, garantendo una risposta più rapida e precisa.

Il nuovo sistema prevede anche procedure di verifica semplificate, notifiche di sicurezza via SMS o email, e la possibilità di confermare l’identità tramite video selfie. Meta afferma che il nuovo hub ridurrà gli errori nei processi automatizzati e velocizzerà i tempi di recupero degli account.
Tuttavia, diverse segnalazioni di utenti indicano che i sistemi automatizzati hanno spesso causato blocchi ingiustificati, senza un adeguato intervento umano. L’azienda sostiene che il nuovo approccio centralizzato dovrebbe rendere più trasparente e gestibile il percorso di assistenza, evitando i problemi di frammentazione che in passato hanno generato confusione tra le impostazioni di sicurezza e privacy.

Il test dell’assistente AI avviene in un contesto delicato, poiché l’Unione Europea sta intensificando il controllo sull’uso dell’intelligenza artificiale da parte delle grandi piattaforme digitali. Le regole europee in materia di protezione dei dati e concorrenza impongono vincoli più stringenti rispetto ad altri mercati, e l’espansione delle funzioni AI di Meta è osservata con particolare attenzione dalle autorità.

In parallelo, la Commissione Europea ha aperto un’indagine su Meta (la fonte la trovi qui) per una possibile violazione delle norme antitrust legate all’uso dell’intelligenza artificiale all’interno di WhatsApp Business Solution. La politica introdotta nell’ottobre 2025 vieta ai fornitori di IA di utilizzare WhatsApp come canale principale per l’offerta di servizi basati sull’intelligenza artificiale.
Il divieto entrerà in vigore dal 15 ottobre 2025 per i nuovi operatori e dal 15 gennaio 2026 per quelli già attivi. Secondo Bruxelles, questa scelta potrebbe impedire ai concorrenti di Meta di raggiungere i propri clienti attraverso WhatsApp, lasciando invece libero accesso al servizio proprietario Meta AI, già diffuso in Europa.

La vicepresidente esecutiva Teresa Ribera ha commentato che “i mercati dell’intelligenza artificiale sono in forte espansione e dobbiamo garantire che i cittadini e le imprese europee possano beneficiarne senza abusi di potere da parte dei grandi operatori digitali”.
L’indagine, avviata dopo le segnalazioni di piccole imprese, esclude l’Italia per evitare sovrapposizioni con l’istruttoria dell’Antitrust italiana, che sta indagando sulla possibile integrazione anticoncorrenziale di Meta AI in WhatsApp.

Un portavoce di Meta ha definito le accuse “infondate”, spiegando che “lo spazio dell’intelligenza artificiale resta altamente competitivo” e che i chatbot di terze parti “hanno messo sotto pressione sistemi non progettati per sostenerli”.

L’azienda prosegue dunque su due fronti: da un lato sperimenta nuove applicazioni di AI nei propri servizi di supporto, dall’altro affronta un crescente scrutinio normativo in Europa.
Entrambe le iniziative evidenziano come il gruppo si trovi oggi al centro di una dinamica chiave per l’intero settore tecnologico, anche se ci sono due pesi e due misure a seconda degli Stati. Cosa accadrà?

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