UE, ecco il Codice di condotta sulla marcatura e l’etichettatura dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale che entra in vigore il 2 agosto 2026.

Ai codice europeo

L’intelligenza artificiale non potrà più nascondersi. Con la pubblicazione del nuovo Code of Practice on Transparency of AI-Generated Content, la Commissione europea ha definito le regole operative che accompagneranno l’entrata in vigore degli obblighi previsti dall’AI Act. L’obiettivo è semplice: permettere ai cittadini di sapere immediatamente quando un contenuto è stato creato o manipolato dall’intelligenza artificiale.
Il Codice, pubblicato il 10 giugno, è volontario ma rappresenta la guida ufficiale per rispettare gli obblighi di trasparenza che inizieranno ad applicarsi dal 2 agosto. Al centro ci sono deepfake, immagini, video, audio e testi generati dall’IA, soprattutto quando riguardano temi di interesse pubblico.

Deepfake e testi IA dovranno essere dichiarati:

La regola principale è contenuta nella Sezione 2 del Codice, dedicata a chi utilizza sistemi di intelligenza artificiale e pubblica contenuti. Chi genera o manipola immagini, video o audio che costituiscono un deepfake dovrà dichiarare chiaramente che il contenuto è stato creato o modificato artificialmente. Lo stesso obbligo vale per i testi generati dall’IA pubblicati con lo scopo di informare il pubblico su questioni di interesse generale. (Sezione 2, pag. 29).
L’unica eccezione prevista per i testi riguarda i casi in cui esiste una reale revisione umana e una responsabilità editoriale identificabile. (Sezione 2, pag. 29).

Arriva l’etichetta europea per i contenuti generati dall’IA:

Il Codice introduce anche un sistema di identificazione uniforme.
I contenuti dovranno essere accompagnati dall’icona europea ufficiale oppure da un’etichetta equivalente che rispetti gli stessi criteri di riconoscibilità e trasparenza. (Sezione 2, pag. 29).
L’obiettivo è rendere immediatamente evidente agli utenti l’origine artificiale del contenuto senza costringerli a cercare informazioni nascoste o note a piè di pagina.

L’etichetta dovrà essere visibile subito:

Uno degli aspetti più dettagliati del regolamento riguarda proprio il posizionamento dell’avviso.
Secondo le specifiche europee, l’etichetta dovrà essere percepibile immediatamente, senza richiedere clic, aperture di menu o altre azioni da parte dell’utente. Dovrà inoltre rimanere visibile per un tempo sufficiente a essere notata. (Sezione 2, pag. 31).
Per immagini e video, il simbolo dovrà essere collocato in una posizione chiaramente visibile, ad esempio nell’angolo superiore del contenuto. (Sezione 2, pag. 32).
Nel caso dei video, l’indicazione dovrà apparire all’inizio della riproduzione e, quando possibile, anche durante la visione o dopo eventuali interruzioni pubblicitarie. (Sezione 2, pag. 32).

Obblighi anche per audio e podcast:

Le regole non riguardano soltanto le immagini.
Per i contenuti esclusivamente audio il Codice prevede sistemi di segnalazione che permettano agli utenti di comprendere che stanno ascoltando materiale generato o manipolato dall’intelligenza artificiale. Le indicazioni dovranno essere accessibili anche alle persone con disabilità sensoriali. (Sezione 2, pag. 30-31).

Accessibilità obbligatoria:

La trasparenza dovrà essere garantita a tutti gli utenti.
Per questo il Codice richiede che etichette e icone siano compatibili con lettori di schermo, sistemi assistivi e strumenti per persone con disabilità visive o uditive. Sono previste anche soluzioni alternative come segnali sonori, avvisi tattili e icone ad alto contrasto. (Sezione 2, pag. 30-31).

Le aziende dovranno creare procedure interne di controllo:

Non basterà applicare un’etichetta.
Le organizzazioni che utilizzano l’IA dovranno predisporre procedure interne che documentino come vengono applicati gli obblighi di trasparenza e come vengono verificati i contenuti pubblicati. (Sezione 2, pag. 33-34).
Dovranno inoltre adottare sistemi di verifica per ridurre il rischio di contenuti privi di etichetta o etichettati in modo errato. (Sezione 2, pag. 34).

Formazione obbligatoria per il personale:

Il Codice prevede anche attività di formazione.
Le aziende dovranno assicurarsi che dipendenti e collaboratori coinvolti nella produzione e pubblicazione dei contenuti conoscano gli obblighi previsti dall’AI Act, le modalità di etichettatura e i casi in cui la segnalazione è richiesta dalla legge. (Sezione 2, pag. 34).

Segnalazioni e controlli esterni:

Le piattaforme sono inoltre invitate a predisporre canali che consentano a utenti, ricercatori, fact-checker e soggetti terzi di segnalare eventuali contenuti privi delle corrette indicazioni sull’uso dell’intelligenza artificiale. (Sezione 2, pag. 34).

Arte, satira e opere creative avranno regole diverse:

Il Codice riconosce che esistono contesti particolari.
Per opere artistiche, creative, satiriche o di finzione l’obbligo di trasparenza resta, ma potrà essere applicato con modalità meno invasive per non compromettere la fruizione dell’opera. (Sezione 2, pag. 29 e pag. 35).

La trasparenza diventa una regola europea:

Il messaggio della Commissione europea è chiaro: nell’era dei deepfake e dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale, gli utenti devono poter sapere immediatamente cosa è reale, cosa è stato modificato e cosa è stato creato da una macchina.
Per questo il nuovo Codice trasforma la trasparenza da semplice raccomandazione a vero standard operativo europeo, destinato a diventare uno dei pilastri dell’AI Act nei prossimi anni.

Fonti: UE, sotto tutto il regolamento!

Articoli simili

Articoli recenti

Iscriviti alla newsletter