Cosa c’è dietro le parole dei big dell’AI?

Se in un primo momento, la richiesta di rallentare lo sviluppo delle AI (ne ho parlato qui) da parte proprio dei big dell’AI ha fatto senz’altro ragionare, ora si sta cercando di guardare l’altro lato della medaglia.

Se i proprietari delle big tech che producono le AI dicono che la nuova tecnologia ci potrebbe portare alla deriva, che i modelli in sviluppo stanno perdendo il controllo, che l’AI viene usata per cercare informazioni su come produrre armi biologiche, su come colpire navi USA vicino all’Iran, perché i big dell’AI non chiudono baracca?

La questione, secondo gli analisti, è più complessa e va cercata in più campi: economico-finanziario e infrastrutturale.

  1. L’AI sta spingendo la borsa, conquistando chiunque, ma la capitalizzazione ha, secondo alcuni analisti, superato di gran lunga il valore aziendale. Si sta per arrivare allo scoppio di una bolla gigantesca che potrebbe portare al tracollo finanziario di tutto il mondo.
  2. Per lo sviluppo di modelli che possono anche ragionare, serve un’infrastruttura che attualmente non esiste. Le AI che ci aspettiamo non potrebbero arrivare per tutti, ma solo per alcuni campi, in primis quello militare.
  3. L’intervento dei big dell’AI vuole, secondo alcuni analisti, lanciare un messaggio su possibili errori futuri. Se l’AI produrrà danni, i big dell’AI potranno dire: vi avevamo avvisati, e gli Stati non hanno mai deciso di mettere dei paletti legislativi (a parte l’UE con l’AI Act e le norme della Cina).

A tutto questo si aggiunge la guerra dello sviluppo di app che poggiano sull’AI sviluppata dai big americani. Tra le tante startup ci sono quelle di molte imprese cinesi. Il rallentamento viene visto dal Governo di Pechino come un blocco da guerra fredda.
Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese ha preso posizione dicendo che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale riguarda il benessere dell’intera umanità e ha esortato tutte le parti a promuovere congiuntamente uno sviluppo dell’IA che sia aperto, inclusivo e vantaggioso per tutti, orientato al bene comune.
Senza AI americana, o meglio senza Chip (qui l’approfondimento su Nvidia), i cinesi potrebbero rimanere, per ora, a bocca asciutta. Stando ai dati, riportati da Riccardo Luna su Repubblica, il distacco fra i migliori modelli cinesi e americani si è ridotto al 2,7 per cento sebbene Pechino spenda molto meno dei rivali.

Di una cosa siamo certi: ne vedremo delle belle!

Approfondimenti utili: https://stream24.ilsole24ore.com/video/mondo/ai-cina-appello-rallentare-e-allarmismo/AJTOBwDB
https://www.dagospia.com/cronache/dietro-all-appello-dario-amodei-elon-musk-sam-altman-rallentare-sviluppo-486996

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