Meta, l’UE ordina: i chatbot rivali tornino su WhatsApp gratis.

La Commissione Europea ha imposto a Meta una misura cautelare che obbliga l’azienda ad aprire nuovamente WhatsApp ai chatbot rivali, tra cui OpenAI, senza applicare tariffe di accesso, mentre prosegue l’indagine su un possibile abuso di posizione dominante.
Tutto nasce dai reclami presentati da tre aziende: The Interaction Company della California, sviluppatrice dell’assistente AI Poke.com, la startup francese Agentik e una concorrente spagnola. Queste denunce avevano spinto la Commissione ad aprire un’indagine nel dicembre scorso.
Due mesi dopo erano arrivate le prime contestazioni formali per violazione delle norme antitrust europee, seguite da ulteriori accuse in aprile, quando Meta aveva introdotto tariffe di accesso per i competitor.
La vicenda ha una data precisa di inizio: nell’ottobre 2024 Meta aveva escluso i servizi AI rivali dalla propria API WhatsApp for Business — lo strumento che consente alle aziende di collegare i propri sistemi alla piattaforma — esentando però il proprio assistente Meta AI. A marzo aveva riaperto l’accesso, ma a pagamento. Una mossa che non ha convinto la Commissione.

La responsabile antitrust UE Teresa Ribera ha parlato chiaro: le tariffe imposte da Meta erano talmente elevate da rendere economicamente insostenibile la presenza dei concorrenti sulla piattaforma.

«Sembra che Meta intenda sfruttare la vastissima portata e la probabile posizione dominante di WhatsApp per avvantaggiare il proprio assistente AI ed escludere i rivali», ha dichiarato in conferenza stampa. «I mercati dell’AI si stanno sviluppando a velocità straordinaria e i sistemi di intelligenza artificiale sono destinati a diventare uno strumento fondamentale per i consumatori europei», ha aggiunto.
L’azienda ha risposto con toni critici, inquadrando la decisione come un favore fatto ai concorrenti a spese delle imprese europee.
«La Commissione Europea ha stabilito che OpenAI e alcune delle più grandi aziende al mondo possano usare gratuitamente il prodotto WhatsApp Business, che viene pagato da altri», ha dichiarato un portavoce. «Questo è un abuso normativo sovvenzionato dalle tante aziende europee che pagano. Faremo appello.»

Le conseguenze

Sotto la misura cautelare, Meta ha cinque giorni lavorativi per ripristinare l’accesso all’API WhatsApp for Business alle stesse condizioni vigenti prima di ottobre. L’ordine resterà in vigore per tutta la durata dell’indagine, o al massimo fino al giugno 2029.
Se dovesse essere accertata una violazione delle norme antitrust UE, Meta rischia una sanzione fino al 10% del fatturato globale annuo.

Fonti: Reuters, Ansa,

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