sabato 14 Marzo, 2026

Codice di autodisciplina dell’Influencer: tutto quello che bisogna sapere sulle attività online.


Il 26 novembre 2024, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) ha avviato una consultazione pubblica sul nuovo Codice di Condotta destinato agli influencer. La decisione, approvata con voto contrario della commissaria Elisa Giomi, è frutto del lavoro del Tavolo tecnico istituito con la delibera n. 7/24/CONS del 10 gennaio 2024.

Il Codice mira a stabilire un sistema regolamentare ispirato a quello radiotelevisivo, affrontando temi centrali come la trasparenza pubblicitaria, la tutela dei minori, l’identificabilità dei contenuti commerciali e l’istituzione di un registro nazionale degli influencer. Queste misure sono coerenti con le disposizioni della Digital Chart dello IAP, approvata nella sua versione aggiornata il 30 ottobre 2024.

Tra i principi cardine del Codice vi è il divieto di arrecare danni fisici o morali ai minori, lo sfruttamento della loro inesperienza o la manipolazione della fiducia degli utenti. Il testo dedica inoltre attenzione alla trasparenza nell’uso di filtri e strumenti di modifica dei contenuti.

La Digital Chart specifica in dettaglio gli obblighi relativi alla riconoscibilità della comunicazione commerciale diffusa online. Ad esempio, qualsiasi contenuto promozionale deve essere accompagnato da diciture chiare e visibili come “pubblicità”, “promosso da” o “adv”, a seconda del formato (post, video, audio, stories).

I punti più importanti

  • Nei post, la dicitura va inserita come prima informazione, o entro i primi tre hashtag.
  • Nei contenuti audio, deve essere dichiarato a voce all’inizio e nella descrizione.
  • Nei video, va indicato nella descrizione e in sovrimpressione all’inizio e, se in streaming, anche durante la trasmissione.
  • Per contenuti a scadenza come le stories, la dicitura deve essere visibile per tutta la durata.

La Chart disciplina anche casi specifici come l’invio occasionale di prodotti, la partecipazione ad eventi, il ricorso al codice sconto o all’affiliate marketing, e l’autopromozione. In tutti questi casi, l’utente deve poter distinguere con chiarezza i contenuti pubblicitari da quelli editoriali.

La Chart prevede inoltre requisiti per altre forme di pubblicità online, come in-feed units, search ads, recommendation widgets, in-app advertising, e advergame, indicando i criteri di trasparenza e visibilità che rendono la finalità commerciale palese. L’AGCOM ha accolto con favore anche proposte emerse dalla consultazione, come l’uso di watermark, segnali grafici e sonori, badge di riconoscibilità, strumenti per rimuovere contenuti inappropriati e la promozione di contenuti educativi.

Sul fronte informativo, si è registrata piena adesione all’idea di campagne di sensibilizzazione, workshop, corsi di formazione con crediti e creazione di un portale informativo ispirato al modello della FTC statunitense. Quanto al sistema di vigilanza, è stato proposto un meccanismo misto di controllo istituzionale e autodisciplina, affiancato da strumenti di enforcement, registri delle violazioni, piattaforme di segnalazione e contratti con standard di settore. In tema di semplificazione burocratica, si valuta l’esclusione degli influencer non rientranti nei criteri FSMA dall’obbligo di iscrizione al ROC, riducendo il carico amministrativo e mantenendo l’attenzione sui soggetti economicamente rilevanti. Infine, per l’identificazione degli influencer, si discute la creazione di un modulo obbligatorio, un database pubblico su base volontaria o la tracciabilità tramite codici ATECO.

L’obiettivo è chiaro: costruire un ecosistema digitale più responsabile, trasparente e tutelato, in cui i creator possano operare con regole certe e il pubblico riconoscere con chiarezza ciò che è contenuto editoriale e ciò che è promozione. Il Tavolo tecnico proseguirà nel lavoro di affinamento, nel solco della Direttiva SMAV e in sinergia con tutti gli attori della filiera.

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