
Il CMO Report 2025 di Dentsu Creative (clicca qui per conoscere il report completo), basato sulle risposte di quasi 2.000 Chief Marketing Officer in 14 mercati globali, mostra con chiarezza che l’Intelligenza Artificiale è ormai parte integrante del marketing, ma non può sostituire l’elemento umano.
Quasi tutti i CMO dichiarano di usare l’IA nei propri processi e oltre il 30% lo fa ogni giorno. Eppure, il 78% ribadisce che l’immaginazione umana resterà insostituibile. Parallelamente, l’87% afferma che le strategie moderne hanno bisogno di più creatività ed empatia. È un dato che conferma come la tecnologia non basti senza un tocco autentico e umano.
Il report evidenzia anche una tensione chiara: il 71% dei CMO riconosce che senza “piacere agli algoritmi” un brand rischia di diventare invisibile, ma il 79% teme che un’eccessiva ottimizzazione porti a contenuti tutti uguali. La soluzione, per la maggioranza degli intervistati, sta nel conquistare non solo lo share of voice, ma soprattutto lo share of culture: l’84% ritiene che il vero successo si misuri nella capacità di entrare nella cultura e nelle conversazioni delle persone.
Anche la creator economy emerge come asse strategico: il 90% considera social e influencer marketing più efficaci della pubblicità tradizionale, mentre il 91% sostiene che i brand oggi si costruiscono grazie a partnership con creator e piattaforme.
Conclusioni: la bussola per il marketing di domani
Il marketing del futuro non sarà definito da chi saprà usare meglio l’IA, ma da chi riuscirà a bilanciare tecnologia e umanità. L’intelligenza artificiale consente di scalare i contenuti e di essere più efficienti, ma la vera forza dei brand sarà la capacità di distinguersi con creatività, empatia e rilevanza culturale.
In sintesi, vincerà chi saprà usare l’IA come strumento e non come sostituto, e chi avrà il coraggio di costruire brand non solo visibili negli algoritmi, ma vivi nella cultura.



