
Nel primo trimestre del 2026 la pubblicità online continua a crescere, ma il dato più rilevante riguarda Facebook. Mentre piattaforme come YouTube, Google Search e Amazon registrano aumenti a doppia cifra, Facebook mostra segnali di rallentamento.
Secondo il report di Tinuiti, basato su oltre 4 miliardi di dollari di investimenti advertising digitali, gli investimenti su Facebook crescono appena del 4% nel primo trimestre, un dato quasi stabile rispetto ai trimestri precedenti. Anche le impression rallentano: dal +19% registrato a fine 2025 si passa a un +8%.
Dentro l’ecosistema di Meta emerge una differenza sempre più netta. Instagram continua a beneficiare della spinta dei Reels, che rappresentano ormai circa un terzo delle impression pubblicitarie della piattaforma.
Gli investimenti pubblicitari su Instagram crescono del 28% anno su anno, trainati proprio dal formato video verticale. Facebook invece sembra meno efficace nel trasferire lo stesso modello. La crescita delle impression dei Reels sulla piattaforma appare ormai ferma, segnale che il formato potrebbe aver raggiunto un limite di espansione.
Anche le campagne retail Advantage+ mostrano un rallentamento: il peso di queste inserzioni sul totale della spesa retail Meta è sceso al 20%, dopo aver toccato il 38% un anno prima.
Mentre Facebook perde slancio, gli inserzionisti sembrano orientarsi verso piattaforme più vicine alla ricerca e all’acquisto.
Gli annunci su Google Search crescono del 14%, con un aumento dei clic ai livelli più alti degli ultimi cinque anni. Anche Amazon Sponsored Products continua a guadagnare terreno, grazie a formati pubblicitari direttamente collegati alle vendite.
Nel video, YouTube registra una crescita del 20% nella spesa advertising, confermando che il mercato premia sempre di più contenuti e piattaforme capaci di generare attenzione e conversioni.
Il dato non indica un declino di Facebook, ma un cambiamento. La piattaforma resta centrale nel mercato advertising, ma cresce meno rispetto al resto dell’ecosistema digitale.
Il punto è capire se Facebook stia entrando in una fase di maturità, dove la crescita non è più automatica, oppure se gli investitori stiano semplicemente spostando budget verso ambienti percepiti come più performanti.
Fonte: Marketing Brew



