
Benvenuti, benvenuti a Donut News (Sentito su Radio Conegliano).
Con l’arrivo delle nuove tecnologie, anche le sale cinematografiche corrono ai ripari.
Gli esercenti cinematografici britannici stanno introducendo misure per vietare o limitare l’uso di occhiali intelligenti dotati di fotocamera, inclusi i modelli di Meta basati sull’intelligenza artificiale. Gli esercenti sono preoccupati soprattutto per la pirateria cinematografica.
https://www.reuters.com/business/media-telecom/uk-cinemas-restricting-meta-ai-other-smart-glasses-over-piracy-concerns-2026-08-20/
Ti offro il servizio in modo gratuito, ma ti mostro la pubblicità.
Questo è quello che pensa OpenAI, proprietaria di ChatGPT, che, dopo aver avviato un test negli Stati Uniti, è pronta a mostrare annunci pubblicitari a chi non si abbona al servizio.
https://help.openai.com/it-it/articles/20001047-ads-in-chatgpt
In Australia si sta tentando di salvare il giornalismo.
L’Australia ha approvato una legge che obbligherà i giganti della tecnologia a pagare milioni di dollari di tasse se non stipuleranno accordi commerciali con i media locali per la pubblicazione degli articoli di questi ultimi sulle loro piattaforme.
Le somme raccolte, si parla del 2,5% sui ricavi delle big tech, saranno destinate al sostegno dell’industria giornalistica australiana. Un modello che, se funzionerà, verrà probabilmente adottato anche in Europa.
https://www.italiaoggi.it/marketing-e-media/media/australia-tasse-a-big-tech-se-non-pagano-i-media-n3ee4r9e
L’intelligenza artificiale ci toglierà il lavoro?
Se prima c’erano molteplici tesi in questo senso, ora il numero uno di ChatGPT ha persino detto che l’AI ci farà lavorare di più. Una tesi confermata dai dipendenti di molte big tech, che hanno notato un aumento del lavoro.
https://www.repubblica.it/tecnologia/2026/07/28/news/sam-altman-ia-lavoro-settimana-corta-openai-425497603/
https://www.bbc.com/news/articles/cvgx4yd1gl2o
La Cina piegherà gli Stati Uniti?
Secondo il New Yorker, la Cina sta combattendo per la supremazia tech. Una teoria che si basa su dati e movimentazioni di materiali. L’America produce, per esempio, chip e dispone di terre rare, ma deve farle lavorare in Cina.
Chi allora sta vincendo la battaglia?
Ne vedremo delle belle. Il futuro sarà tutto “made in China”?
https://www.newyorker.com/magazine/2026/08/10/the-future-made-in-china
L’appuntamento con Donut News finisce qui.
Un saluto da Daniele Antoniol, il vostro Social Journalist. A presto.



