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Licenziata perché il lavoro lo fa anche l’AI: il Tribunale di Roma ha stabilito quando è legittimo.
Una sentenza italiana segna un precedente destinato a entrare nel dibattito su lavoro e automazione: l’uso dell’intelligenza artificiale può contribuire a rendere legittimo un licenziamento, ma non può mai esserne la causa diretta. È questo il principio stabilito dal Tribunale di Roma in un caso che coinvolge una graphic designer impiegata in una società di cybersecurity. La decisione, riportata dal Corriere della Sera, chiarisce un punto cruciale: non è l’AI a licenziare, è la riorganizzazione aziendale. In altre parole, se un’impresa si riorganizza e introduce l’AI nei processi, può procedere con i licenziamenti.
https://www.donutnews.it/intelligenza-artificiale/licenziamento-legittimo-se-si-sostituisce-con-lai/
A proposito di intelligenza artificiale, è uscito uno studio davvero interessante.
L’AI è diventata l’asse portante della strategia di crescita aziendale: è questo il messaggio forte che emerge dalla ricerca “Global Tech Agenda 2026” di McKinsey & Company, condotta su oltre 600 Chief Information Officer e leader tecnologici e indicativa di un cambio di paradigma. Per il 50% delle imprese analizzate, quota che sale al 54% tra quelle più performanti, l’intelligenza artificiale è la priorità di investimento nei prossimi due anni, davanti a cybersecurity e modernizzazione infrastrutturale.
https://www.ilsole24ore.com/art/l-ai-non-e-piu-solo-tecnologia-ma-strategia-crescita-AIcqADaB
Lo scenario è coerente anche con i dati industriali: Nvidia, il colosso americano dei chip utilizzati per l’AI, ha registrato un fatturato record nel quarto trimestre 2025 pari a 68,1 miliardi di dollari, oltre le attese, con un aumento del 20% rispetto al trimestre precedente e del 73% rispetto al 2024. Il CEO Jensen Huang ha dichiarato: «La domanda di calcolo sta crescendo in modo esponenziale. I nostri clienti stanno correndo per investire nell’intelligenza artificiale».
https://www.milanofinanza.it/news/nvidia-batte-le-attese-e-traina-l-ai-nel-quarto-trimestre-2025-i-ricavi-balzano-del-73-e-utile-a-94-202602252252188592
Gli Stati Uniti hanno investito 30 miliardi di dollari per sostituire i libri di testo con laptop e tablet nelle scuole, con l’obiettivo di portare Internet in classe, ampliare l’accesso all’informazione e modernizzare l’apprendimento.
Oggi però una parte del mondo accademico sostiene che quell’esperimento potrebbe aver prodotto l’effetto opposto: la prima generazione con capacità cognitive inferiori rispetto ai genitori.
È davvero così o siamo davanti all’ennesima narrazione apocalittica contro la tecnologia?
Secondo il neuroscienziato Jared Cooney Horvath, alcuni studi mostrerebbero un calo generalizzato dei punteggi e una forte correlazione tra risultati scolastici e tempo trascorso al computer a scuola.
https://www.donutnews.it/tech/la-tecnologia-ci-rende-meno-intelligenti-i-30-miliardi-spesi-per-digitalizzare-le-scuole-usa-sotto-accusa/
L’appuntamento con Donut News finisce qui.
Un saluto da Daniele Antoniol, il vostro Social Journalist. A presto.



