
Dopo anni di richieste, WhatsApp starebbe finalmente testando una funzione di controllo parentale che permetterebbe ai genitori di gestire profili secondari con accesso limitato.
Secondo le informazioni emerse dalla versione beta 2.26.1.30 di WhatsApp per Android, l’app di messaggistica starebbe introducendo una struttura a due livelli di account:
- Account primario, gestito dal genitore o tutore;
- Account secondario, pensato per gli utenti da supervisionare, come i minori.
Gli account secondari avrebbero restrizioni su visibilità, contatti e impostazioni della privacy, mentre chi gestisce l’account principale potrebbe monitorare l’attività e modificare i limiti direttamente dall’app.
WhatsApp prevede un’età minima di 13 anni, ma aggirare la regola è sempre stato semplice: basta dichiarare una data di nascita diversa.
Con il nuovo sistema, i genitori avrebbero finalmente uno strumento interno per supervisionare l’uso dell’app, senza dover ricorrere ai controlli a livello di dispositivo o software esterni.
Sebbene la funzione non sia esplicitamente descritta come “parental control”, il meccanismo di gestione degli account secondari sembrerebbe pensato proprio per quel contesto.
Per la piattaforma di messaggistica più popolare del pianeta, l’introduzione di strumenti di tutela per i più giovani rappresenterebbe un cambio di passo atteso da tempo.
WhatsApp, infatti, è rimasta indietro rispetto a concorrenti come Instagram o TikTok, che da anni offrono modalità di controllo parentale integrate.
Se confermato, l’aggiornamento potrebbe essere una delle novità più rilevanti del 2026 per la sicurezza digitale dei minori, sempre se arriverà.
Fonte: informazioni tratte dalla beta di WhatsApp per Android (v. 2.26.1.30).



