
Non si piacciono. Anzi si detestano. Otto ragazzi su dieci, nel pieno della loro adolescenza, dichiarano di provare rabbia e vergogna per il proprio corpo. Non si sentono mai abbastanza, mai adeguati. Lo specchio diventa un nemico e ogni riflesso un’accusa.
Secondo una maxi-indagine di ActionAid su oltre 14mila teenager, il corpo oggi è costantemente sotto processo (qui la fonte). Foto, video, commenti, insulti, like e derisioni si trasformano in sentenze quotidiane. Un tribunale spietato che non lascia scampo, alimentato da immagini patinate, filtri e Photoshop.
La vergogna che divora più della ricerca della bellezza
«Non è più il desiderio di diventare belli, ma la vergogna di sentirsi brutti», denuncia la psichiatra Laura Dalla Ragione, autrice di Social fame. E quella vergogna diventa benzina per disturbi alimentari, autolesionismo, isolamento. Una metamorfosi adolescenziale che, rispetto a vent’anni fa, non ha paragoni.
Bullismo estetico: il nuovo incubo
Lo chiamano bullismo estetico: oggi colpisce chi ha l’acne, domani chi non ha la pancia piatta, chi non corrisponde all’ideale impossibile di perfezione. E paradossalmente sono gli stessi ragazzi a giudicarsi tra loro, creando un ciclo infinito di odio e insicurezza. Su TikTok dodicenni insegnano ad altre dodicenni come truccarsi, vestirsi… persino come “non” mangiare.
Esistere solo in vetrina
Per lo psichiatra Matteo Lancini non c’è scampo: questa è la prima generazione cresciuta in vetrina fin dalla nascita. Prime ecografie, compleanni, partite di calcetto: tutto è stato fotografato e condiviso. Esistere oggi significa apparire. E chi osa mostrarsi al naturale, senza filtri né maschere, diventa bersaglio di haters e scherno pubblico.



