
Instagram rimuoverà la crittografia end-to-end dai messaggi diretti tra utenti a partire dall’8 maggio 2026. Una modifica passata quasi sotto silenzio, scoperta attraverso un aggiornamento della documentazione ufficiale della piattaforma, ma che cambia profondamente il rapporto tra privacy e social network.
La funzione era disponibile dal 2023 come opzione facoltativa: chi attivava la crittografia poteva inviare messaggi leggibili solo dal mittente e dal destinatario, senza che nemmeno Meta potesse accedere ai contenuti delle conversazioni per addestrare i propri modelli di AI. Dal prossimo maggio, questo sarà possibile.
Secondo quanto dichiarato da Meta al Guardian, la scelta sarebbe legata allo scarso utilizzo della funzione. “Pochissime persone utilizzavano la crittografia end-to-end nei DM di Instagram”, ha spiegato un portavoce dell’azienda, suggerendo agli utenti interessati alla privacy di spostarsi su WhatsApp, dove la crittografia resta attiva di default.
La spiegazione ufficiale convince fino a un certo punto. Anche perché Meta, negli ultimi anni, aveva raccontato una direzione opposta: nel 2019 Mark Zuckerberg parlava apertamente di un futuro “privacy-focused”, con maggiore protezione delle conversazioni private su tutte le piattaforme del gruppo.
Oggi invece il quadro sembra cambiato. Senza crittografia, Meta può teoricamente accedere ai contenuti dei messaggi privati e utilizzarli per alimentare sistemi pubblicitari, profilazione o modelli di intelligenza artificiale. L’azienda non ha dichiarato esplicitamente che lo farà, ma il sospetto nasce proprio dal tempismo: mentre i grandi gruppi tech investono miliardi nell’AI, i dati diventano la materia prima più preziosa. C’è poi un altro dettaglio che alimenta le perplessità. Instagram ha avvisato gli utenti che potranno scaricare chat e media prima della scadenza dell’8 maggio, senza però spiegare chiaramente cosa accadrà alle conversazioni cifrate dopo quella data. Una comunicazione vaga, soprattutto considerando la delicatezza del tema.
La decisione mostra anche una contraddizione interna all’ecosistema Meta. Su WhatsApp la crittografia end-to-end resta obbligatoria e centrale nella comunicazione del brand. Su Instagram invece viene eliminata. Su Facebook Messenger, infine, resta opzionale in alcune chat.
La domanda comunque resta una: ci si può opporre al cambiamento?
Attualmente (7.05.2026), su Instagram, si può accedere al menu Centro sulla Privacy (gestisci le impostazioni delle tue chat con crittografia end to end – gestisci nel Centro Gestione Account), che comunque, non contempla la possibilità di opposizione. Probabilmente i tecnici devono ancora aggiornare il sistema.
È una privacy “a geometria variabile”, modellata più sugli interessi delle piattaforme che su una strategia coerente per gli utenti. Nel frattempo, la pressione politica e normativa sulla moderazione dei contenuti continua ad aumentare.
Governi, forze dell’ordine e associazioni per la sicurezza dei minori chiedono da anni un accesso maggiore alle conversazioni private per contrastare abusi e attività illegali. Meta non collega direttamente la scelta a queste pressioni, ma è difficile ignorare il contesto. La sensazione è che Instagram stia lentamente abbandonando l’idea di essere solo un social fotografico per diventare qualcosa di diverso: una piattaforma sempre più integrata nell’economia dei dati e dell’intelligenza artificiale. Anche a costo di sacrificare un pezzo di privacy.
Fonti: The Guardian, Instagram, Macrumors.



