sabato 7 Marzo, 2026

Formati social preferiti dagli italiani: dominano i video brevi (57%), ma le immagini resistono (44%). Non puntate sui video lunghi!

Il linguaggio dei social cambia, ma non del tutto. Secondo il Global Creator Commerce Study pubblicato da impact.com ed eMarketer nel marzo 2025 (qui la fonte), i video brevi sono oggi il formato più amato dagli utenti di tutto il mondo, ma le immagini mantengono un ruolo importante: segno che la cultura visiva nata con Instagram e prima ancora con la fotografia digitale continua a influenzare il modo in cui le persone comunicano online.

Lo studio, condotto su oltre 2.600 utenti maggiorenni attivi nel seguire o interagire con creator e influencer in otto Paesi (tra cui Italia, Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Canada, Australia, Singapore e Cina), mostra che il 63% degli utenti globali preferisce i video brevi, come Reels, Shorts o TikTok. In Cina la percentuale raggiunge il 77%, seguita da Australia (65%) e Singapore (63%).

A seguire si trovano i video lunghi (44%) e i contenuti fotografici statici (42%), ancora centrali nella dieta mediatica di molti utenti. Le dirette streaming si attestano al 29%, mentre i contenuti testuali si fermano al 23%. Formati audio e immersivi, come podcast e realtà aumentata, restano marginali (rispettivamente 19% e 8%).

La fotografia che emerge è chiara: le piattaforme digitali sono ormai dominate da contenuti visivi e dinamici, ma l’immagine fissa continua a essere un linguaggio riconoscibile, immediato e rassicurante.

Nel nostro Paese, il 57% degli utenti social dichiara di preferire i video brevi, ma il 44% continua a scegliere le immagini statiche come formato preferito. È un dato che mostra come l’Italia — Paese dalla forte cultura estetica e fotografica — mantenga un legame con i linguaggi visivi più tradizionali.

Subito dopo, si trovano i video lunghi (38%) e le dirette streaming (29%), mentre i contenuti testuali (22%) e audio (15%) restano meno centrali. Solo il 5% manifesta interesse per la realtà aumentata o virtuale.

In sostanza, gli italiani amano i video, ma non abbandonano le immagini. La transizione alla “snack culture” dei social è evidente, ma non totalizzante: convivono il nuovo paradigma della velocità e quello, più lento e contemplativo, dell’immagine statica.

È una doppia anima che racconta molto dell’identità digitale del Paese: un pubblico sempre più orientato al consumo rapido dei contenuti, ma ancora legato al valore estetico e narrativo della fotografia.
Un equilibrio fragile ma significativo, che spiega perché Instagram — pur spingendo sui Reels — continua a basarsi anche sulla forza visiva dei post fotografici.

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