mercoledì 11 Marzo, 2026

La morte dei link su X: i social chiudono le porte al web. Solo Threads resiste (a metà). I dati!

Pubblicare un link su X oggi equivale a non pubblicare nulla.
I dati lo confermano: nel 2025 i post contenenti collegamenti esterni hanno tasso di engagement pari a zero per gli account normali.
È la fine di un’era — quella dei social come porte d’accesso al web — e l’inizio di una fase nuova, dominata da piattaforme chiuse che vogliono trattenere l’utente a ogni costo.

X: il cimitero dei link

Un’analisi condotta su 18,8 milioni di post di 71.000 account (qui la fonte) mostra come i link siano diventati invisibili.
Dopo marzo 2025, il loro engagement è crollato allo zero assoluto.
Ecco i dati:

  • Link post: 0% engagement per gli account normali, 0,28% per i Premium
  • Image post: 0,20% (regolari), 0,42% (Premium)
  • Video post: 0,25% (regolari), 0,85% (Premium)
  • Text post: 0,40% (regolari), 0,90% (Premium)

Il messaggio è chiaro: i link non sono più benvenuti su X.
Solo chi paga il piano Premium può ancora ottenere una minima visibilità — ma anche in questo caso, le performance restano inferiori rispetto ai formati nativi.

Il motivo è evidente: X vuole tenere l’utente dentro l’app, scoraggiando qualunque uscita verso l’esterno.
Non è un semplice cambio tecnico, ma una trasformazione di modello.
Il social che un tempo lanciava notizie, articoli e conversazioni pubbliche è diventato un giardino chiuso, dove il traffico verso altri siti è un costo da evitare, non un valore da sostenere.

Threads: l’ultimo rifugio (parziale)

In questo scenario, Threads rappresenta una delle poche eccezioni (ne avevo parlato qui).
Dopo mesi di visibilità ridotta, nel 2025 la piattaforma di Meta ha deciso di ridare spazio ai post con link, promettendo di renderli più raccomandati nei feed.

È un segnale importante, soprattutto per giornalisti, editori e creator che cercano ancora spazi per condividere contenuti esterni.
Ma la realtà è più complessa: i post testuali e visivi continuano a essere privilegiati, e l’algoritmo premia chi resta nel recinto della piattaforma.
Threads concede una finestra, ma non una via d’uscita vera.

Nemmeno LinkedIn fa eccezione (riguarda questo mio pezzo).
Secondo l’analisi di Social Insider del 2024, i post con link risultano sistematicamente penalizzati, mentre quelli con immagini multiple o video ottengono performance nettamente superiori.
L’engagement medio complessivo rimane alto (3,85%), ma la tendenza è identica:
meno click verso l’esterno, più tempo trascorso sulla piattaforma.

Quello che stiamo osservando è un passaggio epocale:
i social network, nati come strumenti per condividere il web, stanno diventando mondi separati, impermeabili tra loro.
Ogni piattaforma costruisce il proprio ecosistema chiuso, in cui il valore non è più nella diffusione ma nella retention.

PiattaformaRendimento dei linkStrategia consigliata
X (ex Twitter)Praticamente nullo per gli account baseUsare thread o contenuti nativi; inserire i link nei commenti
ThreadsModerata tolleranza, ma priorità ai post testuali e visiviInserire link come supporto, non come focus
LinkedInPenalizzati rispetto ai contenuti visualiInserire link nei commenti, valorizzare storytelling e immagini
Instagram / FacebookVisibilità minimaUsare bio, storie o link esterni nelle ads
TikTokLimitati ai profili businessFare riferimento ai link tramite testo o QR code
Newsletter / Siti proprietariTotale controlloCanali diretti diventano strategici

Il ritorno ai canali propri

In un panorama in cui i link vengono progressivamente oscurati, i canali proprietari tornano centrali: newsletter, siti web e community diventano l’unico modo per mantenere un rapporto diretto con il pubblico.
È una regressione e una rinascita allo stesso tempo: il ritorno a un web dove la relazione con l’utente non passa più per gli algoritmi dei social, ma per contenuti di valore e canali indipendenti.

La morte dei link su X non è solo una questione tecnica.
È il simbolo di una transizione più ampia: quella dei social network che non vogliono più connettere il mondo, ma tenerlo dentro le proprie mura.

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