È ufficiale: la Pubblica Amministrazione entra nell’era digitale – e questa volta fa sul serio.
Con la conversione in legge del decreto PA (legge n. 69/2025), lo Stato italiano riconosce finalmente una figura cruciale nel mondo della comunicazione moderna: il Social Media Manager.
Sì, hai capito bene. Comuni, Regioni, Ministeri e tutti gli enti pubblici potranno istituire questa nuova figura professionale, con un obiettivo chiaro: migliorare la comunicazione verso cittadini e imprese, rendendola più diretta, trasparente e vicina al linguaggio del web.
Ma chi è esattamente questo nuovo professionista?
Parliamo di un esperto di strategie comunicative digitali, capace di gestire account istituzionali, raccontare servizi e iniziative pubbliche con tono umano, accessibile e – perché no – persino creativo. La legge prevede che il ruolo possa essere assegnato a personale interno oppure tramite nuove assunzioni, in base alla legislazione vigente.
I numeri? Da capogiro: se ogni ente pubblico introducesse un Social Media Manager, si parlerebbe di oltre 16.000 nuovi specialisti sparsi in tutta Italia. Una vera e propria rete di comunicazione pubblica 2.0, pronta a trasformare la PA da entità distante a realtà connessa.
Non solo: accanto ai Social Media Manager arriveranno anche i Digital Manager, con competenze trasversali nel mondo tech, strategico e informatico.
Insieme, daranno il via a una rivoluzione nella gestione dell’immagine pubblica, dei servizi al cittadino, delle emergenze e delle campagne istituzionali.
Dalla promozione dei bandi ai servizi locali, dalle iniziative culturali alla gestione delle crisi, la voce della Pubblica Amministrazione diventerà finalmente comprensibile, tempestiva e coinvolgente.
La domanda ora è: le istituzioni saranno pronte ad ascoltare davvero i propri cittadini… e rispondere con un tweet?



