
Il modo in cui le persone cercano informazioni online sta cambiando. Quasi un consumatore americano su due (49%) utilizza TikTok come motore di ricerca, una quota in crescita rispetto al 41% del 2024, secondo una ricerca condotta da Adobe Express su oltre 800 consumatori e 200 piccole imprese negli Stati Uniti (va specificato che la divisione americana di TikTok è stata affidata agli americani nel 2026).
Non si tratta ancora di un vero sostituto di Google, ma la piattaforma video sta diventando uno spazio sempre più centrale nella fase di scoperta, soprattutto tra i più giovani.
Secondo lo studio, gli utenti non cercano su TikTok solo risposte rapide, ma contenuti visivi, storie e consigli pratici. I formati più apprezzati sono:
- video tutorial (61%)
- recensioni di prodotti (45%)
- storie personali (41%)
- consigli degli influencer (33%)
Il motivo principale è il formato: video brevi (26%), storytelling (21%) e interazione (17%) rendono la piattaforma più immediata rispetto ai risultati tradizionali dei motori di ricerca.
Lo studio evidenzia anche l’ascesa dei sistemi basati su AI. Il 14% degli utenti afferma di preferire ChatGPT a Google per cercare informazioni online. La quota è simile tra le diverse generazioni, segno che l’uso dei modelli AI sta entrando nelle abitudini di ricerca.
Anche le imprese stanno adattando le strategie di marketing. Tra i piccoli imprenditori intervistati:
- il 58% utilizza TikTok per promuovere prodotti o servizi
- il 38% collabora con influencer per vendite e promozioni
- il 16% del budget marketing medio è destinato ai contenuti TikTok
Tuttavia, trasformare la visibilità in risultati concreti resta difficile. Il problema principale segnalato dalle aziende è convertire l’engagement in vendite (38%), seguito dalla crescita dei follower e dell’interazione (36%).
Google rimane il principale strumento di ricerca, ma il percorso di scoperta si sta frammentando. TikTok, AI e piattaforme social stanno diventando canali complementari alla ricerca tradizionale, soprattutto quando gli utenti cercano esperienze, tutorial e opinioni reali.
Per i brand significa ripensare il concetto di SEO: non più solo pagine web, ma contenuti video progettati per essere trovati direttamente nei feed social.






