Username su WhatsApp: rischio di impersonificazione e truffe.

WhatsApp si prepara a introdurre una delle novità più attese degli ultimi anni: gli username. Gli utenti potranno essere contattati e aggiunti utilizzando un nome utente, senza dover condividere il proprio numero di telefono. Una funzione pensata per rafforzare la privacy, soprattutto nelle conversazioni con persone sconosciute, gruppi e community.
Accanto ai vantaggi, però, emergono anche i primi dubbi sul fronte della sicurezza.

Durante le fasi di test, TechCrunch ha rilevato che risultano ancora disponibili username riconducibili a politici, imprenditori, celebrità e istituzioni pubbliche. In teoria, questi nomi potrebbero essere prenotati da chiunque prima dell’arrivo della funzione a tutti gli utenti, favorendo fenomeni di impersonificazione e possibili tentativi di truffa.

Il caso è emerso anche sui social, dove il fondatore di Binance, Changpeng Zhao, ha raccontato di non essere riuscito a registrare “cz_binance”, lo stesso username che utilizza già su X.
Proprio per limitare questi rischi, Meta ha spiegato a TechCrunch di aver previsto un sistema di protezione dedicato.
L’azienda intende infatti riservare gli username appartenenti a personaggi pubblici, enti governativi e alcune varianti dei relativi nomi, così da consentirne la registrazione esclusivamente ai legittimi titolari.
Sulla questione è intervenuta anche la Mozilla Foundation, secondo cui l’introduzione degli username comporterà inevitabilmente nuovi compromessi sul piano della sicurezza.
L’organizzazione evidenzia infatti che l’aumento delle truffe e dei casi di impersonificazione attraverso profili falsi rappresenta un rischio concreto, soprattutto durante le prime fasi di diffusione della nuova funzione.

C’è però un aspetto poco noto che riguarda anche il mercato italiano.

Prima ancora del rollout ufficiale degli username, Meta consente già ad alcune categorie di soggetti di richiedere preventivamente la riserva del proprio nome utente. La procedura è rivolta principalmente a titolari di marchi, aziende, enti e personaggi pubblici, con l’obiettivo di evitare che il relativo username venga registrato da soggetti non autorizzati una volta che la funzione sarà disponibile per tutti.
Non si tratta ancora della registrazione definitiva dello username, ma di una pre-richiesta di riserva: Meta verifica la titolarità del nome e, nei casi previsti, lo rende disponibile al legittimo proprietario durante il rilascio ufficiale della funzionalità.
Per aziende e brand è quindi consigliabile muoversi con anticipo, evitando il rischio di dover successivamente recuperare uno username già registrato o gestire casi di impersonificazione.

WhatsApp ha confermato di voler procedere gradualmente. L’azienda sta raccogliendo i feedback della fase di test per perfezionare il sistema prima del rilascio globale previsto entro la fine dell’anno.

La novità punta a migliorare la privacy degli utenti eliminando, in molti casi, la necessità di condividere il numero di telefono. Allo stesso tempo, però, apre un nuovo capitolo nella gestione dell’identità digitale, rendendo sempre più importante la tutela preventiva del proprio nome online.

Fonti: Ansa, TechCrunch

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