L’Italia entra nell’era quantistica. Al Politecnico di Torino è stato acceso oggi il primo computer quantistico disponibile su richiesta per aziende, università e centri di ricerca. Una macchina d’élite — esistono solo 12 esemplari al mondo — costruita dalla finlandese IQM Quantum Computers e ora cuore pulsante di un hub tecnologico senza precedenti nel nostro Paese.
Non è un semplice esperimento da laboratorio: è un’arma a disposizione dell’industria, pronta a rivoluzionare la logistica, la crittografia, la finanza e persino la scienza dei materiali. A differenza di altri progetti accademici, qui si fa sul serio: la macchina, basata su semiconduttori, è pronta all’uso e ha già attirato l’interesse di partner industriali.
L’obiettivo? Trasformare Torino in una capitale europea del calcolo quantistico, attrarre talenti e grandi imprese, e costruire un ecosistema in cui quantum e intelligenza artificiale lavorano fianco a fianco. E questo è solo l’inizio: nel 2026 arriverà una macchina ancora più potente, installata nel Tecnopolo di Bologna.
Il futuro si calcola in qubit. E l’Italia è appena entrata in gioco.



