Google porta il passaporto digitale su Wallet. Ma in UE servirà soprattutto online e non avrà valore legale.

Google id pass

La nuova funzione ID Pass arriverà anche nel nostro Paese durante l’estate. Consentirà di creare una versione digitale del passaporto elettronico da utilizzare per alcune verifiche online, ma non sostituirà il documento fisico e, almeno per ora, avrà un’utilità limitata nei servizi pubblici.
Google accelera sul fronte dell’identità digitale e annuncia l’arrivo di ID Pass anche in Italia. La novità, presentata durante Money 20/20 Europe ad Amsterdam, permetterà agli utenti di creare una versione digitale del proprio passaporto elettronico all’interno di Google Wallet. L’obiettivo è semplificare l’identificazione online e ridurre la quantità di dati personali condivisi durante le procedure di verifica.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso verso l’identità digitale europea, ma con una differenza importante: almeno nella fase iniziale, il sistema di Google potrà essere utilizzato soprattutto per servizi digitali privati e verifiche online, mentre non avrà il valore legale necessario per sostituire i documenti ufficiali nei rapporti con la pubblica amministrazione.

Google chiarisce fin da subito un aspetto fondamentale: ID Pass non è un documento d’identità ufficiale e non sostituisce il passaporto fisico.

L’azienda specifica che il documento tradizionale dovrà continuare a essere portato con sé ogni volta che richiesto dalla legge. Questo significa che il nuovo pass digitale non potrà essere utilizzato ai controlli di frontiera, nei varchi doganali o durante le procedure di immigrazione.
Anche nelle informazioni ufficiali dedicate al servizio viene precisato che, per i Paesi diversi dagli Stati Uniti, il pass digitale non può essere utilizzato per viaggiare o per i controlli legati all’ingresso in un Paese.
Allo stesso tempo non va confuso con IT Wallet, il progetto italiano gestito attraverso l’app IO, che punta a digitalizzare documenti con valore legale sul territorio nazionale, come patente, tessera sanitaria e altre credenziali riconosciute dalla Pubblica amministrazione.

La vera utilità di ID Pass sarà nel mondo digitale. Google punta infatti a semplificare le procedure di verifica dell’identità e dell’età richieste da piattaforme online, servizi finanziari, operatori telefonici, e-commerce e applicazioni compatibili con Wallet.

L’elemento più interessante è il sistema di verifica selettiva, noto anche come Zero Knowledge Proof. In pratica, l’utente potrà dimostrare di possedere una determinata caratteristica senza condividere tutti i dati presenti sul documento.
Per esempio, per accedere a un servizio riservato ai maggiorenni sarà sufficiente certificare di avere più di 18 anni, senza mostrare indirizzo, luogo di nascita, numero del passaporto o altre informazioni non necessarie.
Si tratta di un approccio che punta a migliorare la tutela della privacy e a ridurre la quantità di dati personali che circolano online.

L’annuncio arriva mentre l’Unione Europea lavora all’EUDI Wallet, il futuro portafoglio europeo dell’identità digitale previsto entro il 2026.

Proprio questo rappresenta il principale limite dell’iniziativa di Google. Oggi infatti manca un quadro normativo che attribuisca a ID Pass un valore legale paragonabile a quello delle identità digitali riconosciute dagli Stati membri.
Per questo motivo il nuovo strumento potrà risultare utile per verifiche online e servizi digitali, ma difficilmente avrà un impatto significativo quando sarà necessario identificarsi ufficialmente presso enti pubblici o utilizzare documenti con pieno valore giuridico.
In sostanza, almeno in una prima fase, ID Pass sarà soprattutto una comodità per la galassia dei servizi compatibili con Google Wallet e per l’ecosistema digitale privato.

Per utilizzare la funzione è necessario uno smartphone Android con Android 9 o versioni successive, supporto NFC attivo e un passaporto elettronico valido appartenente a una delle regioni supportate.

La procedura inizia dall’app Google Wallet. L’utente deve aggiungere un nuovo ID Pass, selezionare il Paese del passaporto e fotografare la pagina contenente i dati anagrafici. Successivamente viene richiesto di avvicinare il passaporto allo smartphone per leggere il chip elettronico integrato nel documento. L’ultimo passaggio prevede una verifica biometrica tramite selfie o breve video, che consente di confrontare il volto dell’utente con la fotografia presente nel passaporto. Una volta completati i controlli, Google avvia la verifica e notifica l’utente quando il pass digitale è pronto per essere utilizzato.

Google sostiene che i dati restino sotto il controllo dell’utente.

Il pass digitale viene infatti memorizzato localmente sul dispositivo e non viene salvato nel cloud né associato direttamente all’account Google. Le informazioni sono protette tramite sistemi di cifratura e custodite all’interno del Trusted Execution Environment (TEE), un’area hardware separata dal resto del sistema operativo. Sugli smartphone più recenti può essere presente anche StrongBox, un modulo dedicato che aggiunge un ulteriore livello di sicurezza per la conservazione delle chiavi crittografiche. L’azienda evidenzia inoltre che ogni passaporto può essere associato a un solo ID Pass e che il documento digitale può essere eliminato sia dal dispositivo sia attraverso il proprio account Google in caso di necessità.

Google ha confermato l’estensione di ID Pass a Italia, Francia, Irlanda e Spagna durante l’estate, senza però indicare una data precisa per il rilascio.

La novità rappresenta un ulteriore passo verso la digitalizzazione dell’identità personale, ma almeno per il momento il suo ruolo resterà confinato soprattutto alle verifiche online e ai servizi digitali privati. Per un utilizzo esteso e con pieno valore legale bisognerà attendere l’evoluzione delle regole europee e dei futuri sistemi ufficiali di identità digitale.

Fonte: La Repubblica, Google

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