Altro che dolce al cucchiaio: il Tiramisu di Meta non si mangia, ma promette di essere una bomba di realtà virtuale che ti farà venir voglia di affondare il cucchiaio nella pixel cream. L’azienda di Zuckerberg ha appena svelato due nuovi prototipi di visori che sembrano usciti direttamente da un film di fantascienza. Uno si chiama Boba 3, l’altro – appunto – Tiramisu. E no, non è uno scherzo: il nome è ufficiale (qui la fonte).
Partiamo da Tiramisu, la punta di diamante della ricerca Meta nel campo dell’iperrealismo visivo in VR. Questo visore ha una risoluzione centrale di 90 PPD (pixel per grado), quando l’occhio umano si ferma a 60. Per capirci: il Quest 3 arriva appena a 25 PPD. Ma non finisce qui: 1.400 nit di luminosità e un contrasto triplo rispetto agli standard attuali. Il tutto accompagnato da grafica in Unreal Engine 5 con DLSS 3. Sì, una vera torta a strati di tecnologia da leccarsi i baffi.
Certo, il campo visivo è ancora stretto (33° x 33°) e la forma è quella di un casco da astronauta con lenti pesanti, ma il risultato è una realtà virtuale così realistica da sembrare vera. Douglas Lanman, direttore di DSR, dice che “è come vedere una TV 4K per la prima volta”, solo che questa ti spruzza l’acqua in faccia. Se non è immersività questa…
Ma se Tiramisu è un dessert di alta pasticceria, Boba 3 è il buffet a tutto campo. Questo prototipo VR/MR sfonda la barriera del campo visivo ultra-wide con 180° orizzontali per 120° verticali, coprendo quasi il 90% della visione umana. E lo fa senza diventare un mattone da indossare in testa: 660 grammi per la versione VR, 840 con passthrough. Per confronto, il Quest 3 Elite ne pesa 698.
La risoluzione? 4K per occhio, con 30 PPD, un deciso passo avanti rispetto ai modelli precedenti e ai visori della concorrenza. Meta dice di aver raggiunto questo risultato con ottiche su misura e lenti pancake evolute, senza sacrificare troppo peso o dimensioni. Ma attenzione: non arriverà sugli scaffali, almeno non presto. Richiede una GPU di fascia altissima e non è pensato per il grande pubblico, ma per spingere i limiti di ciò che è possibile nella VR.
Quindi, ricapitolando: Meta sta servendo in anteprima una fetta di futuro, con il Tiramisu che punta a battere il Visual Turing Test (quello in cui non distingui più se stai guardando la realtà o una simulazione) e il Boba 3 che allarga i confini della visione immersiva come mai prima d’ora.
Se questa è solo l’anteprima del menù tecnologico che ci aspetta… beh, prepariamoci a mangiare con gli occhi. E stavolta, in 4K.



